SEI NELLA PAGINA
STORIA

“Uno degli svaghi più naturali, e quindi più salutari ed economici, è quello di camminare. L’uomo è dotato del più meraviglioso e perfetto organismo del creato: una macchina eccellente è a sua disposizione, ma sovente – oggi – egli la trascura. Lo sport libero (e per libero intendo lo sport senza macchina, come l’atletica, il nuoto, l’alpinismo, l’escursionismo) era, fino a qualche anno fa, la maniera migliore di procurarsi un completo profitto fisico ma oggi che tutto è meccanizzato l’organismo umano ne è mortificato” (così iniziava un articolo di Sandro Prada per la rivista Escursionismo della FIE nell’anno 1968.)
La F.I.E. (FEDERAZIONE ITALIANA ESCURSIONISMO), continuando la sua presenza nel mondo dell’escursionismo classico, opera anche come ente di propaganda sportiva promuovendo gare di marcia alpina di regolarità. Uno sport per tutti dove tanto i giovani quanto gli adulti hanno la possibilità di confrontarsi sui medesimi percorsi, seppure in categorie diverse e con classifiche separate e dove il giovane impara a saper camminare in montagna, tanto in salita quanto in discesa, e a valutare la propria forza e resistenza nelle più svariate condizioni ambientali e atmosferiche. Cos’è in pratica una gara di marcia alpina di regolarità. Già la parola marcia alpina lascia intuire che la competizionesi svolge in ambiente montano camminando, nel limite del possibile, su sentieri, strade sterrate e mulattiere. La preparazione di queste gare richiede un notevole impegno da parte delle associazioni organizzatrici le quali devono, innanzi tutto, ricercare percorsi sempre diversi che rispondano a precise norme dettate dal regolamento tecnico, in seguito provvedere alla loro pulizia e accurata misurazione - effettuata con una ruota omologata dalla C.S.M. - e infine, il giorno precedente la gara, alla loro segnalazione. La lunghezza complessiva di una gara varia secondo le categorie e le specialità: 13 km nelle gare individuali, 16 o 18 km nelle gare a coppie e a pattuglie di tre elementi. La gara, con partenza e arrivo possibilmente nella medesima località, è suddivisa in settori - da un minimo di tre a un massimo di sei, che possono essere di salita, discesa o misti - da percorrere a una velocità compresa tra i 2,5 e i 7 km/ora. E’ importante per chi predispone il percorso saper individuare le velocità (tecnicamente medie) più idonee per ogni settore, avendo l’accorgimento di verificarle simulando la gara. Sulla base delle lunghezze rilevate e delle medie attribuite sono calcolati i tempi teorici di percorrenza di ciascun settore. Per un regolare svolgimento della gara è fondamentale che il percorso, la dislocazione dei controlli posti al termine di ogni settore e soprattutto i tempi teorici, non siano a conoscenza dei concorrenti. Al momento del “via“ al concorrente è consegnata una “tabellina” con l’indicazione dell’ora di partenza e delle medie orarie che dovrà mantenere nei singoli settori della gara. Sul percorso, al termine di ogni settore, incontrerà diversi controlli (cronometristi e giudici) che annoteranno sulla “tabellina” l’orario del passaggio (ora, minuti e secondi). Scopo della gara è riuscire a percorrere i vari settori nel tempo reale più prossimo al tempo teorico; per ogni secondo di anticipo o ritardo accumulato in ogni singolo settore, sarà assegnato un punto di penalità. Al termine della gara saranno esposti i tempi teorici di ogni settore così che ogni concorrente possa eseguire il conteggio delle proprie penalità e verificarle con quelle assegnate dal centro classifiche. La classifica finale è determinata dal minor valore nella somma delle penalità conseguite sull’intero percorso.
Come può un concorrente camminare mantenendo la velocità assegnata? Non essendo possibile l’uso di supporti tecnici di misurazione del passo, ma solo l’utilizzo di un cronometro e contapassi, ogni concorrente deve saper “controllare” la lunghezza del proprio passo su ogni tipo di terreno e per far questo ha una “tabella personale” graduata, generalmente in “passi il minuto”, che gli permette di marciare rispettando la media oraria assegnata. Va da se che oltre ad un normale allenamento fisico è fondamentale saper individuare la lunghezza del proprio passo, nella misura che viene più naturale alle diverse medie orarie. Le associazioni affiliate programmano gare a partecipazione individuale, per coppie e pattuglie di tre elementi. La F.I.E. assegna la classificazione in gare competitive per i campionati nazionali e regionali, ai quali partecipano i tesserati F.I.E. in regola per l’attività agonistica, e manifestazioni non agonistiche per l’attività di base aperta a tutti i tesserati. Le associazioni organizzano pure raduni promozionali, in contemporanea con l’attività agonistica, ma aperti per la partecipazione di chi voglia conoscere questa disciplina sportiva.




